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di Tamara Sandrin

Tra le serie televisive che ho amato molto trova posto anche X-files anche se, nonostante i molteplici spunti, non sempre è riuscita a far suo il messaggio eversivo che emerge con tanta forza in altre serie come The Twilight Zone, Star Trek e soprattutto Zaffiro e Acciaio: i suoi protagonisti, gli ormai mitici Mulder e Scully, restano troppo spesso arroccati su posizioni fortemente umane e speciste. Come sicuramente saprete il filo conduttore, o se volete l’ossessione, di tutta la serie è costituito dalla ricerca delle prove di un’invasione aliena imminente o già in atto che si esplica con rapimenti, esecuzione di esperimenti dolorosi, contaminazioni e mutazioni genetiche, ecc. ecc. Accanto a questo filone si snodano tutta una serie di storie che hanno come protagonista un’alterità varia e multiforme.

Per portare solo qualche esempio di quanto certe tematiche, che potremmo definire antispeciste o animaliste, riemergano a più riprese nella serie, vorrei ricordare Jersey Devil (ep. 5, st. 1), in cui una sorta di ominide primitivo di sesso femminile viene cacciato e ucciso come fosse un animale, oppure Our Town (La nostra città, ep. 24, st. 2) ambientato in un allevamento di polli “da carne” i cui proprietari insieme ad altri concittadini sono dediti al cannibalismo quale mezzo per raggiungere l’eterna giovinezza. O ancora Red Museum (DNA sconosciuto, ep. 10, st. 2) dove la vegefobia è affiancata alla sperimentazione su vitelli e bambine/i di un vaccino basato su DNA alieno.
Potremmo fare ancora numerosi esempi, ma nonostante questi macroscopici parallelismi non si assiste tanto spesso quanto vorremmo a una presa di posizione chiara e diretta, a una condanna di tutte quelle attività umane legate al dominio e allo sfruttamento animale. Anzi.
Resta invece molto interessante l’episodio Fearful simmetry (Voli nella luce, ep. 18, st. 2), ambientato nello zoo di Fairfield, dove gli animali, in particolare le femmine, oltre a subire la prigionia e i maltrattamenti di Ed Meecham, addetto dello zoo, sono vittime di rapimenti alieni che effettuano su di loro esperimenti e fecondazioni artificiali. Nell’episodio si contrappongono quattro forze: lo zoo nella persona di Ed Meecham, la naturalista Willa Ambrose, portavoce dell’istanza protezionista ma non liberazionista, gli animalisti radicali per la liberazione animale della W.A.O. (Wild Again Organisation)1 e infine gli alieni per i quali umani e animali sono ugualmente cavie.
Anche solo analizzando il titolo originale dell’episodio, Fearful simmetry, possiamo trarre delle riflessioni interessanti. Il titolo è un verso della poesia di William Blake, The Tyger:

Tyger! Tyger! Burning bright
In the forests of the night:
What immortal hand or eye
Dare frame thy fearful symmetry?

Tigre! Tigre! Divampante fulgore
nelle foreste della notte,
quale fu l’immortale mano o l’occhio
ch’ebbe la forza di formare la tua agghiacciante simmetria?

E, nel titolo, a cosa può riferirsi quell’agghiacciante, inquietante, simmetria? A quella tra umani e animali entrambi vittime degli alieni? Oppure a quella tra umani e alieni che trattano gli animali come oggetti? La sofferenza umana e animale sono simili e simmetriche. È anche suggestivo sottolineare che la pronuncia di fearful simmetry ricorda molto quella di Fairfield cemetery, e ciò crea un’ulteriore agghiacciante simmetria tra lo zoo e il cimitero. Gli animali, che sono sepolti vivi negli zoo, morti viventi, in questo zoo in particolare muoiono senza apparente motivo.
La poesia si compone quasi esclusivamente di domande, che rimangono senza risposta. Così, in un certo senso, l’episodio (e non solo questo x-file comunque!): alla fine non abbiamo risposte chiare.

Anche le parole della gorilla Sophie, che comunica con il linguaggio dei segni, non riescono a spiegare ciò che sta accadendo: “l’uomo salva l’uomo”. Cosa intende Sophie? Le sue parole restano rebus senza soluzione, oscuri enigmi. Anche Mulder alla fine si pone molte domande: si chiede quali siano le “oscure motivazioni” degli alieni, se il loro intervento sia volto a fermare la “grande tragedia” dell’estinzione degli animali. Si chiede se

la nostra esistenza e destino dipendono dalla tutela di una razza extraterrestre”

o se dovremmo confidare nelle “semplici parole” di una gorilla

l’uomo salverà l’uomo”

E noi possiamo chiederci se è possibile applicare “l’inquietante simmetria” anche a queste parole e dire che “l’animale salverà l’animale” senza attendere l’intervento, spesso fallimentare, dell’umano, confidando invece nella diretta azione e ribellione di ogni animale schiavizzato, sfruttato e umiliato.
L’episodio termina con parte di un versetto dell’Ecclesiaste (3:19):

Man has no preeminence above a beast: for all is vanity.”

Il versetto completo recita:

Poiché la sorte de’ figliuoli degli uomini è la sorte delle bestie; agli uni e alle altre tocca la stessa sorte; come muore l’uno, così muore l’altra; hanno tutti un medesimo soffio, e l’uomo non ha superiorità di sorta sulla bestia; poiché tutto è vanità.”

Queste parole sembrano costituire, effettivamente, l’unica risposta a tutte le domande rimaste aperte e confermano di nuovo “l’inquietante simmetria”, che diventa quindi parificazione, eliminazione delle differenze di specie.

Note:

1 Per quanto ne so potrebbe essere il primo caso in cui un’organizzazione per la liberazione animale entra in un format televisivo. Questo episodio fu mal accolto dalla critica che mise proprio in evidenza il fatto che le tematiche caratteristiche della serie passavano in secondo piano rispetto all’interesse animalista dello sceneggiatore.