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XX secolo: homo sapiens (1978)

L’arte può comunicare messaggi che travalicano le stesse intenzioni dell’artista.
Queste domande nascono dalle impressioni e riflessioni che abbiamo fatto dopo la nostra visita alla personale del pittore triestino allestita a Cormons (GO), intitolata appunto Cacciatore di stelle.

Auto-identificazione (1977)

Le cose che ci hanno più colpito sono state: la ricerca dell’interiorità dell’umano (per es. Dentro di me o Auto-identificazione) che – a quanto sembra – coincide con la sua parte animale; il rispetto verso l’altro nelle sue varie manifestazioni (dall’alterità interiore, all’alterità della natura nella sua totalità, al diverso da noi per cultura e provenienza); l’interesse per l’ecologia e il rifiuto della guerra e la violenza in genere (penso a Rain-bomm!, a La mente e il cuore di Willy (Metterscmhitt) o a Colpo vincente).
Abbiamo notato poi un continuo ritorno della figura animale, intera e reale o parziale e metaforica (ali, piume, pinne, musi, pellicce, zampe, ecc.) nella ricerca dell’interiorità, appunto, oppure nella rappresentazione degli elementi e, in alcuni casi, la sua corrispondenza con l’umano o con alcune categorie di umani

Tamara: che ruolo hanno nella sua poetica pittorica l’animale e la ricerca dell’animalità nell’uomo?

Giancarlo: Direi che è fondamentale perché noi spesso ci dimentichiamo proprio la nostra parte interiore, quella istintiva: la società cataloga tutto, definisce tutto ma spesso dimentica che la nostra persona è costituita da due parti e quella istintiva è la più essenziale e la più intrinseca: dimenticarsi di questa non è produttivo.

Tamara: crede che l’uomo dovrebbe affidarsi di più alla sua parte animale per affrontare il pressante problema ecologico?

Giancarlo: non lo so: nella società moderna e contemporanea concorrono tanti interessi, tante situazioni di interessi monetari, di interesse proprio: la ditta guarda solo a ciò che riesce a incassare più che alla qualità o al rispetto dell’ambiente e, soprattutto, dell’uomo. Quindi credo che, in effetti, ci vorrebbe maggior consapevolezza della situazione attuale che sta degenerando bruscamente.

Corri, ragazzo, corri (2016)

Tamara: sempre parlando di ecologia, possiamo dire che lo stupro della natura da parte dell’umano miete diverse vittime: gli animali innanzitutto, poi uomini e donne, bambine e bambini soprattutto, ma non solo, dei paesi più poveri e delle classi più povere. Lo status di vittima non crea un parallelismo, se non un’identificazione, tra le varie categorie?

Giancarlo: la società attuale non ha questa finezza, non guarda e non si preoccupa delle conseguenze anche se sa benissimo che ci sono segnali negativi. Basta pensare alle foreste equatoriali: gli indios sono praticamente cacciati e anche uccisi, vengono travolti con il loro ambiente.

Tamara: portano avanti anche una notevole resistenza contro l’avanzamento del dominio occidentale.

Giancarlo: esattamente, resistenza che trovo anche giusta.

Prima che inizino i tuoi sogni (2017)

Tamara: in un certo senso diventano vittime esattamente come gli animali.

Giancarlo: certo, è paritario sia la persona che l’animale sono nulla per il dominatore occidentale.

Tamara: e le stesse considerazioni valgono per le vittime di tutte le guerre…

Giancarlo: certamente, in effetti chi sono le vittime? I bambini, gli anziani, gli inermi: vittime di qualsiasi guerra non solo di quelle attuali, di tutte le guerre del passato; è stato sempre così, purtroppo.

Tamara: il riconoscimento di eguaglianza, di parità, tra le vittime del sistema antiecologico e disumano a cui tutti e tutte siamo sottoposti porta a nostro parere a un rifiuto dell’intolleranza e a un’apertura verso l’altro, verso lo straniero, che ora più che mai è rifiutato e in pericolo. Lei ha espresso questa apertura e questo riconoscimento in Vento dell’est: vorrebbe parlarcene?

Vento dell’est (1980)

Giancarlo: in Vento dell’est volevo in qualche modo sottolineare la totale ignoranza e mancanza di rispetto, che ci sono soprattutto in questo periodo, nella contemporaneità, per ciò che ci hanno consegnato non solo gli avi ma anche storicamente le altre civiltà: noi occidentali praticamente ne neghiamo la valenza, la potenza, i valori e questo ovviamente è un danno anche per noi stessi.

Tamara: la mostra si intitola Cacciatore di stelle e le stelle tornano spesso nei suoi quadri: a volte sono splendenti, altre volte sono spente, altre volte ancora sono bendate o rivestite di filo spinato. Qualche volta sono piccole e lontane in fondo a un tunnel buio, nero. Crede che, in un momento come questo che stiamo vivendo, in un sistema che ci sta stritolando, ci sia ancora la speranza di “riveder le stelle”? E come possiamo trovare la via per uscire da questo baratro e raggiungerle?

Giancarlo: io spero ardentemente che la civiltà contemporanea si renda conto dei problemi e cerchi delle soluzioni non solo dal punto di vista ecologico ma anche del rispetto dell’altro; cosa che, invece, non avviene: anzi spesso la televisione, per lo meno in Italia, sottolinea aspetti ben diversi nei nuovi politici che purtroppo ci ritroviamo al potere. Bisognerebbe che la civiltà in generale cambiasse profondamente mentalità, cosa non facile: però io ho seppur una piccola speranza che qualcosa di etico nasca in qualche persona che prima o poi sarà al potere e che questa dia veramente una svolta a questa situazione che sta degenerando brutalmente.

Tamara: l’arte può aiutare in questo processo di cambiamento?

Giancarlo: purtroppo l’arte denuncia, l’arte produce bellissime cose, dà messaggi, invita l’uomo a riflettere su certi problemi però il contributo secondo me rimane, in fin dei conti, poco recepito; almeno se il potente si fermasse, per esempio, ad ascoltare una musica se non proprio a osservare un quadro e riflettesse su ciò che l’arte trasmette che è solo umanità! Infatti l’arte trasmette umanità, sensibilità e quindi dovrebbe essere un aiuto in questo senso proprio per cambiare le cose; ma in realtà questo non succede e, anzi, accade che il potere cerchi di incamerare e mettere sotto il suo giogo anche l’arte più progressiva, persino l’avanguardia. Cerca di tenerla sotto il suo controllo, di attenuare e di placare furbescamente la protesta, la ribellione, perché nell’arte c’è anche la ribellione, e quindi di appiattire tutto e fare entrare l’arte nei canali istituzionali.

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Rain-boom!

Rodrigo: i miei sono più pensieri che domande. I tuoi quadri sono ricchi di materialità filosofica, di quella materia che popolava gli inizi della filosofia occidentale (incontriamo Eraclito, i quattro elementi di Empedocle, Socrate stesso) e di materiale artistico inteso propriamente come “il materico”: ardesia, ferro, alluminio, piombo, resina epossidica, terra del Carso, acqua del fiume Isonzo, bronzo, granito, porporina oro, filo spinato, pallottole un vecchio fucile Carcano 91 della prima guerra mondiale, cenere, corda; ritroviamo quindi l’abbraccio tra materialità filosofica e materialità artistica a significare il divenire e l’eterno: la mia prima domanda potrebbe essere quindi sul ruolo della materia nella tua arte.

Ri-conoscenza (1979)

Giancarlo: il ruolo della materia nella mia arte è fondamentale perché attraverso di essa io cerco il cambiamento continuo: è questo, infondo, che la filosofia ci insegna, che non c’è un punto statico da acquisire; ci sono vari valori che passano attraverso la filosofia e io cerco di riappropriarmene. Perché è importante, secondo me, presentare l’opera sempre in modo diverso, in modo da accattivare, da carpire l’attenzione dell’osservatore e ritrasmette anche certi messaggi in veste diversa nel modo migliore per coinvolgerlo.

 


Rodrigo
: Eraclito distingueva tra eontos (ciò che è) e ginomenon ciò che le cose diventano, il divenire. Ginò ricorda anche la donna. Io credo che l’arte porti sempre l’artista a parlare di se stesso assieme al fruitore della sua opera: si crea quindi un dialogo che poi diventa maieutica anche per l’artista stesso; usando termini psicoanalitici potremmo parlare di analisi. La tua arte è ricca di simboli che rimandano al divenire, alla nascita e l’impressione che io personalmente ho avuto dai tuoi lavori è di un claustrofobico mondo lunare intrauterino, c’è molto nero, ad esempio, con fori d’uscita, tracce legate a stelle, percorsi, fili d’Arianna di luce, lampi, meteore.

Grande palla di fuoco (2011)

Giancarlo: sì è vero. Ma secondo me il buio è anche il buio interiore che c’è dentro di noi e svela gli orrori attraverso la riflessione, attraverso la denuncia. Rappresenta anche lo spazio vuoto assoluto, forse la ricerca di una stella, di un punto di riferimento; forse inconsapevolmente è anche il buio come contenitore intrauterino come dici tu.

Rodrigo: Penso a Eraclito che diceva che non si entra due volte nello stesso fiume né cogliere due volte la stessa essenza mortale nella sua disposizione. Diciamo che la nascita per l’uomo è l’esempio più grande di un’esperienza da cui si esce per non ritornarvi più, è l’irreversibilità, l’irrepetibilità per eccellenza: in questo senso penso ad un mondo intrauterino che si aggrappa con un filo all’esterno e al divenire sia come produzione artistica che come esistenza e vita.

Giancarlo: mi piace questa interpretazione, non ci avevo pensato e può essere uno spunto per i lavori successivi.

Rodrigo: … la maieutica di cui si parlava prima…

Giancarlo: arrivano idee che si fanno proprie e poi si sviluppano in qualche modo.

Rodrigo: nelle tue opere, come diceva prima Tamara, ricorre spessissimo la stella; troviamo anche stelle bendate e le bende di solito, nell’immaginario, si riferiscono ad una ferita o alla morte (mummia), troviamo il “cacciatore di stelle” che ci riporta forse all’idea di un “abbattimento di stelle”. Le bende le ritroviamo nei tuoi lavori degli anni Settanta come in XX secolo: Homo Sapiens III variante (1978) e XX secolo: Famiglia Sapiens (1978); sotto le bende dell’uomo, dietro la fotografia, la maschera, l’apparenza dell’uomo, c’è l’animale (la pelliccia): allora potremmo chiederci cosa si nasconde dietro le bende che fasciano le stelle?

Stella. 3 varianti (2009)

Giancarlo: dovrebbe esserci la luce secondo la mia intenzione. Parecchi miei lavori nascono con questa idea della stella bendata come metafora della realtà che mi delude: se la stella sin da piccolo per me era la bellezza più evidente, più eclatante di questa nostra realtà, la realtà poi mi ha spesso disilluso e portato a questo simbolo della stella bendata che non dà più quella luce che inizialmente dava; cioè la speranza cade e la luce si spegne. Forse sarò troppo pessimista ma se guardo indietro nel tempo ritrovo già nella mia infanzia situazioni che mi hanno in qualche modo segnato e che mi porto in qualche modo ancora dietro. Dovrei dare una sterzata anche per un certo mio rinnovamento, se ne avrò il tempo: perché mi rendo anche conto che la mia denuncia, infondo, resta inascoltata e non sfiora minimamente chi avrebbe il potere di cambiare; purtroppo l’osservatore sensibile può sì recepire il messaggio ma chi ha il potere effettivo di cambiare le cose non lo fa se non per il proprio interesse. Tutto questo sottolinea ancora di più questa mia rappresentazione perché vedo negli anni che le cose non sono migliorate, anzi sono peggiorate e questo mi fa male perché lo vedi anche nei giovani, lo vedi anche in certi adulti; spero assolutamente che la società cambi, che ci sia più etica anche nel progresso perché è inutile che le persone acquisiscano una maggiore consapevolezza se poi chi comanda ignora questa consapevolezza.

I doni dei padri

Rodrigo: un’ultima meditazione: il binomio nascita/animalità che si riproduce e avvicinamento-ricerca-caccia di stelle. Ossia l’uomo come animalità e il filo d’Arianna/cordone ombelicale che lo lega alla stella.

Giancarlo: “cacciatore di stelle” cioè la cattura della stella in senso metaforico vuole significare che noi andiamo alla ricerca di nuovi mondi e nuovi spazi forse per la nostra sopravvivenza ma non conosciamo ancor bene il nostro mondo, ci sono molte cose a noi ancora ignote: e poi cosa ci portiamo dietro come civiltà? Inutile mandare nastrini con la bella canzone, con il bel riferimento filosofico e rappresentazioni artistiche quando noi siamo veramente dei barbari su questo pianeta; forse non ci rendiamo conto! Questo è il significato del cavaliere che raccoglie la stella.
Poi forse la stella sta per qualcosa che ancora non conosco e che forse mi si svelerà in seguito: per questo, nel tempo, le stelle oltre che bendate sono diventate filo spinato o sono costituite da proiettili; un domani potranno essere costituite da altre cose se continuerò su quella strada perché non lo so cosa farò un domani: vorrei cambiare totalmente vorrei sterzare di 360 gradi. Sono stanco di denunciare. Oppure potrei girare il simbolo della stella in altra direzione, essere più ottimista, non lo so: adesso non vedo più possibilità di ottimismo ancora meno di dieci, venti anni fa.

Auto-identificazione (1977)

Rodrigo: anche Eraclito era molto pessimista.

Giancarlo: probabilmente ho preso da lui (risata). Non si può essere ottimisti oggi.

Rodrigo: gli uomini sono ancora dei dormienti.

Giancarlo: tutto va a rotoli… come una valanga che non si ferma mai e nella sua corsa si ingrandisce sempre più trascinandosi dietro tutto. L’ottimismo, oggi, è fasullo, vuol dire che hai i paraocchi: non si può vedere roseo.

http://www.stacul.com/

http://giancarlostacul.wix.com/stacul#!portfolio

Giancarlo Stacul ha esposto presso gli Istituti di Cultura all’estero a:
Barcelona, Madrid, Valencia, Bruxelles, Parigi, Vienna, Praga, Budapest,
Bucarest, S.Pietroburgo, Mosca, Kiev, Riga, Sumi, Washington,
Melbourne, Sydney, Adelaide, Luxemburg, Charleroi, Mariembourg, Vancouver,
Portland, Galveston, Gresham, Wingfield, Cadaques, Girona, Bages.

Sue opere si trovano al Museo Nazionale di Cracovia, al Museo Internazionale d’Arte del Cairo,
al Museo d’Arte Moderna di Lvov (Ucraina),
al Museo di Petit Format di Couvin (Belgio),
alla Galleria Internazionale di Sofia,
al Committee of Culture di Varna (Bulgaria), al Graphik Kabinet di Varna (Bulgaria),
Panstwowa Galeria Sztuki di Lodz (Polonia) e al Museo d’Arte Moderna di Legnano (Italia).

Ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti regionali, nazionali ed internazionali.
Tra i più importanti: 1° Premio al 4° Mini Print International a Barcelona (Spagna).

Tra il 1989 e il 1990 ha progettato e realizzato la decorazione architettonica con nove grandi sculture bronzee
del palazzo della nuova sede della Friulia S.p.A. a Trieste.

5° Esposizione Internazionale di Grafica “Petit Format” a Couvin (Belgio)
6° Esposizione Internazionale di Grafica “Petit Format” a Couvin (Belgio)
Esposizione Europea di Grafica “L’Europe des Graveurs” a Grenoble (Francia)

Biennale Internazionale di Grafica “C.I.P.E. 89” all’Habana (Cuba)
1° Biennale Internazionale di Grafica a Maastricht (Belgio)
1° Triennale Internazionale di Grafica al Cairo (Egitto)

9° Triennale Internazionale di Grafica “Small Print”a Lodz (Polonia)
Esposizione Internazionale d’Arte Contemporanea “Expo 86” a Bari (Italia)
“Inventer 89” Concorso Internazionale per le celebrazioni del Bicentenario della Rivoluzione Francese a “Avant Premiere” alla Villette Parigi (Francia)

XIX Mostra Internazionale di Scultura all’aperto Leganano (Italia)
1° Mostra Internazionale di Piccola Scultura a Legnano (Italia)
2° Mostra Internazionale di Piccola Scultura a Legnano (Italia)
3° Biennale Internazionale di Piccola Scultura a Como (Italia)
3° Biennale Internazionale di Piccola Scultura a Valeso (Italia)

1° Biennale Nazionale di Grafica a Oderzo (Italia)
1° Biennale Nazionale di Grafica di Oderzo a Vienna (Austria)
“Redint” International Mail Art Exhibition a Pistoia (Italia)
“International Mail Art Project” a Milano (Italia)

10° Esposizione Internazionale “Petit Format” a Couvin (Belgio)
21° Esposizione Internazionale di Grafica “Mini Print” a Cadacques (Spagna)
6° Biennale Europea di Grafica ad Aqui Terme (Italia)

Donna ieri e oggi” Progetto Internazionale di Mail Art a Spilimbergo Udine (Italia)
“Torino C.A.R.I.S.M.A.” International Mail Art Exhibition a Torino (Italia)
“Quel libro” Progetto Internazionale di Mail Art a Milano (Italia)
11° Triennale Internazionale di Grafica “Small Print” a Lodz (Polonia)

11° Esposizione Internazionale “Petit Format” a Couvin (Belgio)
“Biciclo, Riciclo, Triciclo” Progetto Internazionale di Mail Art a Verbena (Italia)
4° Triennale Internazionale di Grafica al Cairo (Egitto)

E’ stato invitato alle seguenti esposizioni internazionali:
15° Biennale Internazionale di Grafica a Ljubljana (Slovenia)
16° Biennale Internazionale di Grafica a Ljubljana (Slovenia)
17° Biennale Internazionale di Grafica a Ljubljana (Slovenia)
18° Biennale Internazionale di Grafica a Ljubljana (Slovenia)

10° Biennale Internazionale di Grafica a Cracovia (Polonia)
11° Biennale Internazionale di Grafica a Cracovia (Polonia)
12° Biennale Internazionale di Grafica a Cracovia (Polonia)

Biennale Internazionale di Grafica “Intergrafia 84” a Katowice (Polonia)
Biennale Internazionale di Grafica “Intergrafia 86” a Katowice (Polonia)
Biennale Internazionale di Grafica “Intergrafia 88” a Katowice (Polonia)

VI Biennale Internazionale “Intart 87” a Ljubljiana (Slovenia)
VI Biennale Internazionale “Intart 87” a Klagenfurt (Austria)
VI Biennale Internazionale “Intart 87” a Udine (Italia)
Esposizione Internazionale di Grafica “Intergraf 84” a Udine (Italia)
9° Biennale Internazionale di Grafica a Varna (Bulgaria)
9° Triennale Internazionale di Grafica “Intergrphhik 90” a Berlino (Germania) 5° Biennale Internazionale di Grafica “Small Print” a Lodz (Polonia)
1° Esposizione Internazionale di Grafica “Interprint 90” a Lvov (Ucraina) Esposizione Internazionale “Mini Art ’91” a Olofstrom (Svezia)
4° Esposizione Internazionale di Grafica “Mini Print 84” a Cadacques (Spagna)

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