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di Tamara Sandrin

 

Ti compiaci della tua realtà.
Pensi: sono vivo,
sono bello, sono un dio.
Posso votare e lavorare.
La mia pelle libera
è morbida e profumata.
Posso essere madre o puttana.
Posso votare e lavorare.

Ma l’emittero che si muove
incerto tra i fiori
dell’erba Roberta,
non vedi quanto è
splendente
nella sua livrea screziata?

Può fermarsi e dormire.
Può scaldarsi nel sole,
ondeggiare nel vento,
può morire.

Lui non esiste per te:
è un pensiero, un’utopia,
uno stringersi attorno
a un fuoco tribale
con i cani e le stelle.

 

 

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