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di Tamara Sandrin

A primavera i prati si illuminano del giallo dei fiori del tarassaco, visitati da numerosi insetti e dalle api e dai bombi che riempiono l’aria e il tepore primaverile con il loro tenue ronzio: uno spettacolo per gli occhi stanchi dal grigiore invernale e per le orecchie martoriate dal frastuono umano!

Taraxacum officinale

Famiglia: asteracee

Habitat: praticamente ovunque, dalla pianura fino ai 2000 mt di altitudine

Costituenti: acido taraxinico, taraxacosidi (radice) , flavonoidi, acido linoleico (omega-6, radice), vitamine B1, B2, C, E.

Parti utilizzate: foglie, radici, boccioli, fiori.

Proprietà: diuretiche, depurativo epatico e biliare, antinfiammatorio e antireumatico.

Il tarassaco è una delle piante spontanee più usate e conosciute fin dalla notte dei tempi sia per le sue proprietà fitoterapiche che per i suoi molteplici e straordinari usi culinari: le giovani foglie si possono mangiare crude in insalata oppure scottate e ripassate in padella, così pure le radici che, essiccate e polverizzate, venivano usate come un succedaneo del caffè; i boccioli sottolio o sottaceto costituiscono uno sfizioso antipasto o un sostituto dei capperi e anche i fiori hanno la loro funzione in cucina: pastellati e fritti, in insalata, nei dolci, per farne marmellate e gelatine, ecc.

A CaVegan li usiamo anche per fare la birra: presto troverete la ricetta sul blog!

Una delle ricette più straordinarie che possiamo realizzare con i fiori è lo sciroppo di tarassaco, delizioso e fortemente aromatico, che molti hanno definito “miele vegano” per il colore e la consistenza fluida ma corposa.

Ingredienti:
200 fiori di tarassaco
1 limone
2/3 chiodi di garofano
500 gr di zucchero di canna

Procedimento:
Raccogliere i fiori in una mattinata di sole quando sono ben aperti, lavarli e lasciarli asciugare su un canovaccio. Quando si sono asciugati un po’ tagliare il calice del fiore, altrimenti lo sciroppo risulterà amaro. Porre i petali in una pentola di acciaio con il limone tagliato a pezzi e i chiodi di garofano, coprire con un litro di acqua e far bollire per mezz’oretta. Lasciar raffreddare e filtrare con un canovaccio spremendo bene tutto il liquido. Rimettere l’infuso nella pentola, aggiungendo lo zucchero. Portare a ebollizione e lasciar sobollire per 30/40 minuti mescolando ogni tanto. Trasferirlo ancora bollente in un vasetto sterilizzato e caldo, chiudere con un tappo nuovo e capovolgere per creare il sottovuoto.
Lo sciroppo si conserva a lungo in un luogo fresco e, una volta aperto il vaso, in frigorifero.

Lo sciroppo di tarassaco insieme ai fiori di questa pianta straordinaria è poi un componente essenziale per realizzare dei deliziosi dolcetti.

Ingredienti:
40 fiori di tarassaco
50 gr di muesli (o fiocchi di avena)
150 gr di farina
80 ml di olio di girasole
1/2 bicchiere di latte di soia
2 cucchiai di sciroppo di tarassaco
1 pizzico di sale
2 cucchiaini di lievito per dolci

Procedimento:
Come per lo sciroppo raccogliere i fiori in una mattinata di sole quando sono ben aperti, lavarli e lasciarli asciugare su un canovaccio. Mentre i fiori si asciugano, mescolare il muesli con il latte di soia affinché si ammorbidisca. Eliminare il calice verde dei fiori e mescolare i petali con tutti gli altri ingredienti fino a ottenere un impasto consistente ma non troppo solido. Versare l’impasto a cucchiaiate sulla leccarda foderata di carta forno (oppure usare degli stampini per muffin) tenendo i biscotti un po’ distanti tra loro e infornare a 180° per 15/20 minuti, finché i biscotti non sono ben dorati. Sfornare i dolcetti e lasciarli raffreddare su una gratella.

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