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di Tamara Sandrin

Oggi l’inverno
sembrava finire.
L’erba lucida
di riflessi smeraldini
di un’acqua lagunare.
Dall’umido del prato
si aprivano i bottoni
del tarassaco e il celeste
della veronica.
Qua e là, pratoline
e le minuscole stelline
del centocchio.
Ho assaporato il tepore
del sole bifronte
e sognato l’estate
degli animali.
Come bambina selvaggia
ho sognato un ardore
immobile e vivo
segnato solo
dal frinire delle cicale
da una brezza leggera
da un sussurro di sciami.
Ho sognato un’estate
dove la morte e il dolore
fossero solo
una pioggia leggera
e malinconica.

 

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