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himmelskibet2

di Tamara Sandrin

A trip to Mars è un film muto di fantascienza1; girato in Danimarca nel 1918 è uno dei primi dopo Voyage dans la Lune di Melies. Non è solo un film d’intrattenimento, è un film serio con un preciso messaggio pacifista e antimilitarista, un grido di protesta lanciato dopo tre anni di guerra. Rimane comunque, nonostante le sue ingenuità scientifiche, il suo romanticismo e il suo forte moralismo quasi religioso (comune a molti film dell’epoca), un film godibilissimo per la realizzazione molto accurata, le scenografie, la fotografia e le inquadrature, la recitazione, l’ambientazione fantastica e onirica di alcune scene ambientate su Marte.

La trama è abbastanza semplice: il professor Planetaros2 progetta e fa costruire un aereo spaziale (una via di mezzo tra un dirigibile e un biplano) con cui suo figlio, assieme a un gruppetto di temerari, parte alla volta di Marte.
Dopo un viaggio di sei mesi (!) finalmente raggiungono la loro meta: Marte è rappresentata come potremmo immaginare l’Eden oppure la Terra com’era all’età dell’oro, quando l’uomo viveva senza necessità di lavorare e la terra spontaneamente provvedeva ai suoi bisogni; i marziani, vestiti alla greca, con buffi copricapi, sembrano quasi dei “figli dei fiori” ante-litteram, ma più seriosi e morigerati: vegetariani, dediti a canti, danze e studi, pacifici e pacifisti.

marziani

Dopo aver trascorso sul pianeta un periodo di arricchimento spirituale, i terrestri fanno ritorno sulla Terra conducendo con sé anche la figlia del capo marziano, innamoratasi di Avanti Planetaros. Portano sulla Terra anche dei doni e un messaggio di pace e amore.

Ed è proprio questo messaggio e la parte del film ambientata su Marte che desidero ora mettere in luce, perché ricca di significati evidenti o sottintesi, notevoli per l’epoca.

Appena giunti su Marte, i terrestri vengono accolti festosamente e solennemente, con disponibilità e rispetto. Viene offerta loro della frutta.

1-frutta

Dopo averla accettata e assaggiata, chiedono meravigliati:

Questo è ciò che siete soliti mangiare? […] Non mangiate nient’altro che frutta?”

2-wine-and-meat

Alla conferma del capo marziano, Avanti fa portare vino e carne in scatola, come per disprezzare la dieta fruttariana dei marziani e sottolineare la superiorità del cibo terrestre.

3-carne

Ma la differenza tra terrestri e marziani non riguarda solo l’alimentazione: quando il capo di Marte sente l’odore della carne in scatola appare disgustato e sconvolto:

Carne? Carne morta? Come ve la procurate?”

Avanti, ignorando il messaggio di riprovazione sottinteso alle parole e all’espressione dei marziani, prontamente dimostra come sulla Terra ci si procura la carne sparando a un grosso uccello in volo. Ma al suono dello sparo e alla vista dell’uccello ucciso, i marziani si ribellano e accorrono in massa. I terrestri, sentendosi minacciati, lanciano una granata con cui uccidono un marziano. Ora le morti sono due! Entrambe gravi:

Guerra e peccato! Assassinii e sangue! Tutto questo deve venir espiato! […] La maledizione del sangue deve incombere di nuovo su questo pianeta di pace?”

4-delitto

I terrestri vengono condotti alla “casa del giudizio” assieme alle loro vittime, l’uccello e l’uomo, e qui si pentono dei loro atti criminosi vedendo, come in uno specchio, il passato di Marte fatto anch’esso di combattimenti, uccisioni, oscurità, ferro e fuoco:

Il sangue grida anche nel più piccolo degli assassinii…”

5-pentimento

Vedendo come i marziani si sono elevati, evoluti, da quello stato feroce e primitivo (in cui gli uomini si trovano ancora) a un’epoca di pace e fratellanza interspecifica, i terrestri si pentono e promettono:

Non uccideremo mai più creature viventi e mai più useremo armi!”

È interessante notare come (nel 1918!) le vite di un animale e di un uomo siano poste sullo stesso piano: viene usata l’espressione “living creature”, non “anybody” o “human being” o “man”.
Il sangue è sangue, che sia umano o animale, e versarlo è eticamente inaccettabile.
C’è una stretta correlazione tra alimentazione carnea e omicidio, tra assassinio, umano o animale, e guerra: l’abitudine a spargere sangue porta alla ferocia in ogni situazione. Solo il rispetto per ogni essere vivente e l’amore possono portare a un’evoluzione e a una forma di civiltà pacifiche e giuste. Ed è questo il messaggio che viene affidato dal capo marziano ai terrestri:

Stranieri siate benedetti e portate sulla terra il messaggio di ciò che avete visto”
[…]
“Riportate il messaggio che siamo tutti uguali
Comprendete che siamo tutti gradini
della stessa scala che conduce all’eternità.
L’amore è la forza che voi chiamate dio!”

Il film si conclude con le parole di speranza del prof. Planetaros:

In voi io saluto la nuova generazione – i fiori di una civilizzazione superiore, i cui semi saranno ripiantati sulla nostra terra, cosicché gli ideali dell’amore possano crescere forti e rigogliosi!”

Queste parole oggi possono farci sorridere tanto sono melense ed esageratamente romantiche e solenni, ma sicuramente rappresentavano una luce di speranza per gli animi travagliati dagli anni cupi della guerra.
L’ingenuità e l’illusorietà del messaggio di amore e fratellanza sono quasi commoventi, ma il principio di uguaglianza interspecifica che esprime rimane – a mio avviso – rivoluzionario e nuovo per l’epoca, nonostante tutte le incoerenze che, comunque, si evidenziano nel film, per esempio il trionfo degli eroi, tornati in patria, su carrozze trainate da cavalli.
Ma siamo di nuovo sulla Terra, non più su Marte!


Il link per vedere il film completo:
https://www.youtube.com/watch?v=YYflIj6QR-I


Note:

1 Himmelskibet, A trip to Mars, Danimarca, 1918, regia di Holger-Madsen

2 I nomi dei protagonisti sono alquanto comici: Planetaros, Dubius, Avanti, Corona.

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