Tag

, , , , , , , , , , , , , , ,

humulus-lupulus-950541_640

di Rodrigo Codermatz

Oltre la scuola, la panetteria di Nino e l’asilo, oltre le case popolari e la zia Nives e la zia Berta sedute sulla porta a vedere i passanti, oltre il vecchio cimitero con i bisnonni, i trisnonni, la contessa Valentinis e il fratellino di mia madre c’erano le “Batterie” con quelle tre case basse e quei cani mordaci, l’acquedotto e la strada per Begliano; al passaggio a livello finiva il mio mondo e le “Batterie” erano le mie colonne d’Ercole: mi piaceva il gioco che le giornate d’estate col sole e il caldo facevano di quel posto, una leggera sonnolenza che consumava le ore più calde prima di merenda; era tutto quel luppolo nei fossi e su per i vecchi moreri ai bordi dei campi e dietro al cimitero…
…e il nonno Alfredo che tornava in paese dalla Marcorina o dalle Braidate con la sua bicicletta e l’armonica e un mazzetto di verdi urtisoni (germogli del luppolo, bruscandoli) chiuso nella salvietta di un’osteria…
… l’ultima passeggiata di Maia, la settimana prima che morisse, verso Ca’Messenio, come una volta appena nata; io e Tamara raccoglievamo gli urtisoni e lei imperterrita con i suoi diciassette anni e mille magagne su e giù per la strada sterrata e la Carlottina dietro, la sua infermiera.

Hop_bloemen_vrouwelijke_plant_Humulus_lupulus_female

Dal IX secolo l’uso del luppolo acquistò popolarità nella fabbricazione nella birra per conferirgli il sapore amaro e per conservarla sostituendosi a erbe amare come Glechoma hederacea.
Fu bandito come “erba malsana” in Britannia sotto il regno di Enrico VI (1422-1461) ed Enrico VIII (1509-1547).

Impiegato a scopo terapeutico da diverse tribù nordamericane contro l’insonnia e vari dolori, nel XVII secolo l’uso del luppolo si diffuse con successo nella medicina europea.

Famiglia: cannabinacee

Habitat: spontaneo in Europa, Asia occidentale e Nordamerica nelle zone temperate settentrionali dal mare alla montagna fino a 1500 metri; si trova nelle siepi, lungo i fossi e nei luoghi incolti. Ama la vicinanza dell’olmo.

Costituenti: resina (contenente umulone), olio essenziale (mircene e umulene), flavonoidi, antociani, steroli, estrogeni.

Parti utilizzate: foglie, getti, infiorescenze femminili (agosto-settembre), coni, luppolina (polvere dorata e resinosa che li ricopre) (settembre-ottobre) da no conservare a lungo. Le infiorescenze si essiccano in strato molto sottile all’ombra o in un locale ben aerato rimuovendole spesso per facilitare l’operazione; si conservano in recipienti di vetro o porcellana al riparo della luce.

549254_adc95203

Proprietà:* amaro-tonica, aromatica e diuretica, analgesica e spasmolitica; è un potente sedativo ad azione ormonale e antibatterica.

Avvertenza:* irritante della pelle e allergenica. Durante la raccolta del luppolo, persone sensibili possono soffrire di qualche disturbo come cefalea e sonnolenza. Da non somministrare a pazienti soggetti a depressione. Un uso smodato potrebbe comportare nausea, vertigini e fenomeni ipnotici.

Impacchi e applicazioni esterne calmano dolori nevralgici, reumatici e artritici.

Usato:* per stimolare l’appetito e i processi digestivi, combattere l’insonnia (dormire su un cuscino imbottito di coni di luppolo), l’ansia, l’irritabilità e i disturbi intestinali di origine nervosa e le nevralgie. Viene usato come uso esterno per contro le infezioni cutanee, eczema e herpes. In cosmetica ridà turgore e luminosità alla pelle.

urtisoni047

In cucina i giovani getti si mangiano crudi o cotti come gli asparagi.
Oli ed estratti di luppolo si usano come aromatizzanti in cibi e bevande alcoliche e analcoliche.

Coltivazione: terreno umido ben drenato, soleggiato o parzialmente ombreggiato si propaga per talee apicali di piante femminili in primavera. Durante il periodo di riposo asportare i getti della stagione precedente.

A CaVegan si usano gli urtisoni in diverse ricette e i coni maturi per produrre la nostra birra. Dato che nel giardino di CaVegan per il momento non cresce il luppolo lo raccogliamo in diverse zone di San Canzian d’Isonzo (GO).

Due ricette

di Tamara Sandrin

Fortaia di farina di ceci con urtisoni**

urtisoni050

Fortaia è il termine bisiaco per frittata; la versione con gli urtisoni, con gli asparagi selvatici o con le erbe spontanee è un classico primaverile.

Ingredienti:
150 gr di farina di ceci
– acqua frizzante q.b. (circa 250 ml)
– un mazzetto di
urtisoni (germogli di luppolo)
– uno spicchio d’aglio
– sale
– pepe
– olio evo

Procedimento:
Preparate la pastella con la farina di ceci, l’acqua frizzante, sale e pepe a piacere e lasciatela riposare. Lavate gli urtisoni e tritali gossolanamente. Fate rosolare uno spicchio d’aglio in un po’ d’olio evo e poi aggiungete gli urtisoni (se volete potete togliere l’aglio oppure schiacciarlo per una fortaia più saporita), rosolateli leggermente e poi copriteli d’acqua e lasciateli cuocere fino ad assorbimento, regolando di sale e pepe. Lasciate intiepidire gli urtisoni prima di mescolarli alla pastella di ceci. Scaldate bene una padella di tipo antiaderente con un paio di cucchiai di olio evo, versatevi la pastella con gli urtisoni e cuocetela a fuoco medio finché è rassodata, prestando attenzione a non bruciarla. Giratela con l’aiuto di un piatto e cuocetela anche dall’altra parte. In alternativa potete cuocerla anche nel forno: versatela in uno stampo rotondo unto d’olio e cuocete la fortaia nel forno preriscaldato a 180°/200° per circa mezz’ora.


Quiche di asparagi e urtisoni**

quicheasp-urt154

Ingredienti:
pasta sfoglia vegan o altra pasta per torte salate (brisè, matta, ecc.)
– 400 gr di asparagi (potete usare anche solo i gambi)
– 1 mazzetto di
urtisoni circa 150 gr
– 400 gr di ricotta di soia
– olio evo
– 1 spicchio d’aglio
– sale
– pepe

Procedimento:
Pelate i gambi degli asparagi con il pelapatate, tagliateli a rondelle sottili e metteteli a lessare in una pentola adatta anche alla cottura a vapore. Lavate gli urtisoni e fateli cuocere a vapore sulla stessa pentola in cui cuociono gli asparagi. Le rondelle di asparago devono essere ben cotte, mentre gli urtisoni possono restare leggermente al dente. Tagliateli a pezzetti, lasciando le punte più lunghe, e fateli insaporire brevemente in una padella con l’olio, l’aglio (che poi toglierete), il sale e il pepe. Scolate gli asparagi e frullateli con la ricotta di soia e l’aglio, aggiungete gli urtisoni mescolando delicatamente, se necessario regolate di sale e pepe. Stendete la pasta sfoglia in una tortiera, bucherellate il fondo e riempitela con la crema preparata. Ripiegate l’eccesso di pasta sopra la crema e infornate, nel forno preriscaldato, a 180° per circa 40 minuti.


*Tutte le informazioni contenute nell’articolo hanno mero scopo divulgativo, non hanno carattere medico, di autodiagnosi e/o di automedicazione.
**Entrambe le ricette possono essere realizzate anche con gli asparagi selvatici al posto degli urtisoni.

Annunci