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agosto 2015 san sigismondo secondo viaggio 335

di Rodrigo Codermatz

Non riusciamo più a concepire la nostra vita senza la pianta medicinale Achillea. Contro molte malattie gravi essa è certamente la nostra migliore salvaguardia, ma soprattutto lo è per le donne. Non posso raccomandare abbastanza alle donne di usare l’Achillea… Nei suoi scritti il parroco Kneipp dice: “Le donne si risparmierebbero molti inconvenienti se ogni tanto si servissero dell’Achillea.” Che si tratti di una giovane sofferente di mestruazioni irregolari o di una donna più anziana in piena menopausa o che abbia superato questa fase, per ognuna, giovane o vecchia, è importante bere di tanto in tanto una tazza di tisana di Achillea. Essa ha un ottimo effetto sull’addome di ogni donna, ragion per cui non può fare di meglio in favore della propria salute, che cogliere un mazzetto di Achillea fresca ogni volta che si trova a passeggiare in campagna.” (Maria Treben, La Salute dalla Farmacia del Signore, Casa editrice Wilhelm Ennsthaler, Steyr, Austria,1980)

Quanti ricordi… questo fiore che ha sempre deliziato le nostre passeggiate sulla “Cisterna” con la nostra piccola Maia: eravamo giovani, belli, e universitari (era il 1994) e ci rilassava, a metà pomeriggio, passeggiare per i campi e lungo il canale pieno d’acoro falso e altea verso Bennati tenendo un fiore di achillea premuto al naso; e la piccola Maia si tuffava nel canale e ritornava tutta sporca a schizzarci di fango…. maledetta! e poi non si faceva mai prendere e non smetteva di correre qua e là.
E quel nostro lontano primo viaggio in Piemonte nell’estate del ’92 a bordo della nostra prima auto, una Dyane rossa, sulle tracce di Cesare Pavese: le Langhe e il Monferrato, passeggiare al tramonto per la campagna di Agliano e raccogliere fiori di achillea e, ritornati in campeggio, farne il nostro the serale.

agosto 2015 san sigismondo secondo viaggio 334

In agosto poi si andava in Val Aurina e lì, tra le miche lucenti al sole, l’alchemilla e l’eufrasia piccolina, nasceva una specie dal fiore più rosato, dal profumo più forte, nerbo alpino, ma che poi in tazzina non dava ciò che prometteva e come si può immaginare un alpino in un boudoir a bere infusi? Per le sue labbra meglio la forte grappa alla genziana di Chienes che la porcellana!
Ma noi la bevevamo dopo la grappa quelle notti in bianco a giocare a canasta con quel nostro amico inglese, Johnny, che non era mai stato partigiano perché aveva solo dieci anni e rubava dalla mia biblioteca tutti i libri di William Sumerset Maugham ché voleva leggerli in italiano… Il filo del rasoio… che bel film! con la mia amata Gene Tierney e Herbert Marshall amante di un altro e più attempato mio amore, Gloria Swanson, ma questo è pettegolezzo…

agosto 2015 san sigismondo secondo viaggio 348

Della famiglia delle composite, l’Achillea, conosciuta da millenni, è una delle piante più preziose della farmacopea. Plinio il Vecchio ci racconta che se ne servì Achille, sapute le sue proprietà terapeutiche dal centauro Chirone, in battaglia per medicare un re ferito a Troia. Usata in molte parti del mondo per la divinazione, presso i Celti la sua raccolta era un rito religioso. I fusti di un tipo di achillea, l’Achillea Ptarmica L., costituiscono le 50 bacchette vegetali chiamate Che Pou nell’antico metodo divinatorio cinese descritto nel Yi-King.
(Nella foto l’iniziazione dei nipoti alla raccolta magica delle erbe a Chienes).

Habitat: in Italia si trova quasi dappertutto dal mare alla montagna, nei prati, ai margini di viottoli, di campi e di strade, nei pascoli e nei boschi

Costituenti: olio essenziale, resina, tannino, alcaloidi, glucosidi, acidi organici, fosforo, potassio, sostanze azotate

Parti utilizzate: fiori, foglie, semi (maggio-settembre)

Proprietà:* antinfiammatorio, antisettico, antispasmodico, astringente, carminativo, cicatrizzante, diuretico, emmenagogo, emostatico, ipotensivo, tonico, vulnerario.

Presente nella gran parte degli amari aperitivi e digestivi e dei liquori di erbe alpine. Si usa anche per conservare il vino tanto che in molti paesi si usa ancora mettere nella botte un sacchetto dei suoi semi.

Avvertenza:* non esporre al sole le parti della pelle venute a contatto con il succo della pianta fresca.

Usata per:* menopausa, mestruazioni, reumatismi, screpolature, varici, stati febbrili (assieme a Sambucus Nigra e Mentha Piperita), catarro, raffreddore, diarrea, artrite, morbillo, ferite, ulcere, occhi arrossati, tonico sistema nervoso (assieme a Salvia Officinalis), emicrania, emorragie.

Coltivazione: terreno ben drenato, pieno sole, invadente, perenne, attira gli insetti utili, molto adattabile

CaVegan: noi la usiamo come piacevole infuso e per il raffreddore mescolata a foglie di eucalipto e menta (lasciare in infusione un cucchiaio di miscela in un litro di acqua bollente per dieci minuti) e poi la usiamo in cucina insieme ad altre erbe per deliziose farinate di ceci, torte e strudel salati. Il suo gusto fortemente aromatico e leggermente piccante si adatta bene in salse e pesti: eccovi una ricetta di Tamara.

Nel giardino di CaVegan oltre all’Achillea Millefolium, cresce l’Achillea distans o Millefoglio maggiore.

Salsa di Achillea e finocchietto selvatico

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di Tamara Sandrin

pubblicata originariamente su Passato tra le mani

Ingredienti:
– un mazzetto di foglie di achillea
– un mazzetto di finocchietto selvatico
– due cucchiaini di cren appena grattuggiato
– uno spicchio d’aglio
– una manciata di capperi
– olio evo

Lavate le erbe e i capperi e tritate finemente eliminando eventualmente gli steli più duri dell’achillea. Aggiungete l’aglio schiacciato con lo spremiaglio (in alternativa potete tritarlo insieme al resto) e il cren grattuggiato. Mescolate bene aggiungendo olio sufficiente a ottenere una specie di pesto spalmabile.
Potete servire la salsa con pane o crostini oppure in accompagnamento a verdure cotte al vapore.

 

*Tutte le informazioni contenute nell’articolo hanno mero scopo divulgativo, non hanno carattere medico, di autodiagnosi e/o di automedicazione.

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