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muto 2012 057 (2)

di Rodrigo Codermatz

Perché ogni giorno disturbo
Adamo ed Eva1
quel vostro momento intimo
in cui vorreste chiedervi scusa
ma invece ve ne state
ognuno dalla sua parte del ponte
aspettando d’esser soli
l’una di fronte all’altro
facendo finta di niente
senza parole e senza sguardo
amanti invecchiati
antichi dei che il popolo ha trasformato in parenti lontani
e vi annoiate adesso delle generazioni
e delle trasformazioni algebriche del sangue
e delle rassomiglianze

io me ne vado
non torno più
vi lascio soli
datevi quel bacio
a quell’ora che io passo
quando la gente pranza
e per i portici di corso Vittorio Emanuele
non c’è che il profumo di profumi
da una vetrina illuminata
l’aroma di caffè che turbina nel vortice
che accompagna
una passo di belladonna che corre in ufficio
dopo il tramezzino, il bicchiere di vino
al bistrò più vicino
il profumo dei funghi della Valcellina
di quella vecchia verduraia che
chiude tutto e mette via
e non ci sono che bisbigli
di gente che parla
sola al cellulare
o che legge il giornale

angoli e spigoli
correnti d’aria
spire di toscano e
bicchieri vuoti sui tavolini
cerchi e briciole di patatine
per gli uccellini

amanti o dei che siete
fatevi un sorriso
c’è una vetrina spenta
e io ne scorgo il riflesso di questo
vecchio intruso
che forse domani vi mancherà

qui ho messo radici
ho trovato amici
allungato pampini e viluppi
lungo le calli strette di pietra
nei primi pomeriggi di sole o di pioggia
e ora mi si taglia
e mi sento introverso, poeta
e vorrei parlare
ma son tutti in ufficio

basta! Questo commiato è noioso
metto in moto e me ne vado
ma parto in quarta.

© Riproduzione vietata

1Mi rivolgo alle due statue a custodia del ponte sul Noncello raffiguranti Giove e Giunone ma che i pordenonesi hanno ribattezzato Adamo ed Eva.

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