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Photo iz knigi Anne Rey. Satie. Solfeges Seuil, Paris 1995.

Entr’acte è un film dadaista di René Clair del 1924, è un gioco, un balletto di immagini in una totale libertà di inquadrature, montaggio e fotografia, un susseguirsi di situazioni assurde, surreali, ma sempre piuttosto divertenti.
C’è una bella sequenza in cui un cacciatore su un tetto cerca di sparare a un uovo sospeso su uno spruzzo d’acqua. Quando riesce a colpirlo (ma il fucile è puntato verso lo spettatore!), dall’uovo nasce un piccione, che va ad appollaiarsi proprio sul cappello del cacciatore. Ma su un altro tetto c’è un uomo che, imbracciato il fucile, mira al cacciatore e lo uccide, mentre il piccione vola via e il cadavere del cacciatore cade dal tetto.
Entr’acte rappresenta e racchiude in sé ciò che ci piace del cinema: l’importanza delle immagini e la loro forza evocatrice, la libertà, la fantasia, il divertissement senza vincoli e senza costrizioni, la sua portata rivoluzionaria e ribelle, la possibilità di usare linguaggi diversi, la disinvoltura nel disinteressarsi del pubblico, la gravità nel rappresentare temi risibili e la leggerezza nell’affrontare quelli tragici e importanti.
Questo è il cinema che vorremmo sempre vedere e di cui vorremmo parlarvi.

 

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